Anton, ben puote il vostro ingegno altero
E la bontate al grande ingegno pari,
Tra gli spirti innalzarmi illustri e rari,
E mostrar bianco cigno un corvo nero:
Ma ch'io 'l creda non già, sebbene spero,
Mercè vostra e non mia, di lor che chiari
Sono e celebri, un dì girmene al pari,
Che menzogna talor n'asconde il vero.
Pur v'ammonisco, anzi v'esorto e prego,
Che vogliate lo stil dolce ed ornato
Vostro a lodar chi sia di me più degno;
Quel più d'ogn'altro verde, e più pregiato
Arbor cantate, a cui notte e dì spiego
L'ale e i pensier, ch'altro non hanno segno.