Signor, né più da lungi acuta linea
Sua preda mai, né mai più chiaro scerne,
Com'io quel ch'ora il volto ed or l'interne
Parti v'assale, e bene spesso vince:
Però vi prego umil, pria che comince
Rodervi sempre il verme reo che scherne
Tutte virtù, non sia 'n voi chi discerne,
Servo a chi vuol che mal poscia si vince.
Come fia mai che voi possiate od io
Voglia soffrir che da sì indegna nebbia
Vi sia la strada al ciel contesa e mozza?
In me certo l'ardente alto disìo
Prima si spegnerà, che veder debbia
In sì candido vel macchia sì sozza.