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1503–1565

SONETTO CCCCIX.

Benedetto Varchi

Signor, né più da lungi acuta linea Sua preda mai, né mai più chiaro scerne, Com'io quel ch'ora il volto ed or l'interne Parti v'assale, e bene spesso vince:

Però vi prego umil, pria che comince Rodervi sempre il verme reo che scherne Tutte virtù, non sia 'n voi chi discerne, Servo a chi vuol che mal poscia si vince.

Come fia mai che voi possiate od io Voglia soffrir che da sì indegna nebbia Vi sia la strada al ciel contesa e mozza? In me certo l'ardente alto disìo

Prima si spegnerà, che veder debbia In sì candido vel macchia sì sozza.

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