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1503–1565

SONETTO CCC.

Benedetto Varchi

Lenzi, perch'io in loco alpestro ed ermo, Dove lungi da voi gran tempo giaccio Tra fieri venti e quasi eterno ghiaccio Contento viva ognor più lieto e fermo?

Qui meco stesso a passo non infermo, Sciolto dal mondo e d'ogni umano impaccio, Varco sovente in parte, ov'io procaccio Agli affanni quaggiù riparo e schermo.

Quivi mi mostra il ver, ch'amar mortali Cose, qualunque sian, gemme, oro ed ostro. Men si conviene a chi più pregio brama. Quindi imparo a spezzare i duri strali

Della gente, che 'l danno e biasmo nostro, Cerca via più, che l'util proprio e fama.

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