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1503–1565

SONETTO C.

Benedetto Varchi

Ecco, che dopo il terzo lustro riede Al patrio nido e a te, Fiesole, quello Più ch'altro mai, cortese, onesto e bello Lauro, che fa del paradiso fede:

Muovi, Asinaro, e riverente il piede Sacro meco gli bacia, e tu, Morello, Col tuo picciolo in cima e santo ostello, La fronte inchina umìl dall'alta sede.

L'aer s'allegri oltra l'usato, e l'acque Corran più chiare, e per ogni pendice Ballin ninfe ad ognor, cantin pastori: Più che mai lieto, e più che mai felice

Il suo gran Figlio, onde a sé stesso piacque, Raccoglia l'Arno, e gli sparga erbe e fiori.

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