Varchi, col chiaro ed alto e dolce suono
Delle rime, che sono al mondo sparte
Portando il nome vostro in quella parte,
Dove per mio destin sovente io sono,
Piacciavi poi ch'io 'l bel stile abbandono,
Ch'a voi non manca né l'ingegno o l'arte
Di lodar la mia donna in mille carte;
Di cui anch'io talor scrivo e ragiono.
Ma degno è ben, ch'una bellezza tale,
E l'angelico suo raro sembiante
Sia da voi, signor mio, fatto immortale,
Che volate nel ciel con tali e tante
Ali d'eterna fama fresca e verde,
Ch'al mondo alcun vigore giammai non perde.