Se disio sempre di fama e d'onore
V'accese l'alma a glorïose imprese,
Onde son le vostre opre chiare e 'ntese
Fin dove nasce il giorno e dove muore:
Non si turbi ora il generoso core,
Però che 'l foco, che l'invidia accese,
È morto in tutto e già 'l volgo scortese
Di sé gl'incresce e duolsi del suo errore:
Sempre coll'arco in man ne sta vicina,
E dove men dovria le sue quadrella
Fortuna avventa, quasi cieco mostro;
Ma come l'oro che nel foco affina
La virtù vostra più lucente e bella,
Adorna d'ora in ora il secol nostro.