Varchi, per cui da lunga alta quiete,
Anzi da pigro sonno mi svegliai
Tosto ch'udii la voce e scorsi i rai
Del vostro ingegno, onde sì chiaro sete:
Voi quell'ardente ed onorata sete
Che nacque in me quel dì che voi mirai,
E sentii il suon che men non verrà mai,
Per vostra cortesia, prego, spegnete.
Lasso! che più di giorno in giorno veggio
Quanto era fuor del cammin dritto l'alma,
Che rozza si giaceva oscura e mesta;
Or tal son fatto; ch'io non oso o deggio
Pensar qual era; a voi dando la palma,
Per cui sì bel desìo nel cor si desta.