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1503–1565

SONETTO.

Benedetto Varchi

Varchi, le vostre pure carte e belle, Che vergate talor per onorarmi, Più che metalli di Mirone e marmi Di Fidia mi son care e stil d'Apelle.

Che se già non potranno e queste e quelle Mie prose, cura di molti anni e carmi, Nel tempo che verrà lontano farmi, Eterna fama spero aver con elle.

Ma dove drizzano ora i caldi rai Dell'ardente dottrina e studio loro I duo miglior Vittorio e Rucellai? Questi e 'l vostro Ugolin, cui debbo assai

Mi salutate. O fortunato coro, Firenze e tu che nel bel cerchio l'hai.

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