Ben conosco e dritto è che spesso niega
Di far le voglie il Re del ciel compiute
Di chi par che ragion col senso mute,
Il quale i corpi affligge e l'alme lega,
Io da che intesi voi, per cui si piega
Dal manco al sentier destro, a vil tenute
Ho le cose del mondo care avute
Dal volgo, cui chi vuol, commendi e sega;
Ch'io per me vosco dal Rettor sovrano
Lasciando a stanca la sinistra schiera
Che nel più chiaro giorno abbaglia ed erra,
Altro non prego o pregherò che intera
La mente aver fin ch'io ritorni terra,
E 'l corpo fermo e non da voi lontano.