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1503–1565

SONETTO.

Benedetto Varchi

Il cor mi trema e mi s'infiamma il volto Qualor penso io di por la penna in carte, Chiaro scorgendo in me poco, né molto Senno, giudizio, stile, ingegno ed arte.

Che farai dunque o disìo vano e stolto? Avrai baldanza di sì innanzi farte, Ch'ardisca a dir del raro onore accolto Nel gran Varchi figliuol d'Apollo e Marte?

U' mai si vide un più dolce soggiorno, Qual nel Varchi gentil, dotto e costante, Che fa d'oscura notte un chiaro giorno? Or taci, stil di nessun merto adorno;

Che s'avrete più ardir spingervi innante, Di fama in vece acquisterete scorno.

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