Il cor mi trema e mi s'infiamma il volto
Qualor penso io di por la penna in carte,
Chiaro scorgendo in me poco, né molto
Senno, giudizio, stile, ingegno ed arte.
Che farai dunque o disìo vano e stolto?
Avrai baldanza di sì innanzi farte,
Ch'ardisca a dir del raro onore accolto
Nel gran Varchi figliuol d'Apollo e Marte?
U' mai si vide un più dolce soggiorno,
Qual nel Varchi gentil, dotto e costante,
Che fa d'oscura notte un chiaro giorno?
Or taci, stil di nessun merto adorno;
Che s'avrete più ardir spingervi innante,
Di fama in vece acquisterete scorno.