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1503–1565

SONETTO.

Benedetto Varchi

Spesso ad Amor, onde tu tanto vali, Questa divoto anch'io lingua dispiego, E questo corre umilmente piego, Primier tra gl'altri suoi servi leali.

Ei scioglier mi può sol dalle mortali Cose caduche, ov'io m'avvolgo e 'mpiego; Ma non mi valse mai martìre o prego; Sì fere son ver me stelle fatali.

Ben diede, Varchi, a te, degno amadore, Alta petra gentil, che sola onora La nostra età di pregio, e di splendore; Perch'al sommo del ciel caro Fattore

Quindi t'alzassi, come fai tutt'ore, Questa a vile tenendo ima dimora.

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