Non torse mai così velocemente
Timida pastorella il piede esangue,
Quando giacer fra l'erbe ascoso l'angue
Tardi s'accorge, e già ferir si sente;
Com'io l'innamorata, afflitta mente
Cerco, Varchi, ritrar da lei, che 'l sangue
Di dì in dì più mi sugge, onde il cor langue,
Che si vede la morte ognor presente.
Ma troppo, lasso me! pungente i chiodi,
E le catene dure son d'Amore,
Con ch'ei mi strinse , e mi trafisse il core;
Voi prego, e 'l vostro usato alto valore,
A darmi un salutifero liquore,
Ond'io saldi le piaghe e i lacci snodi.