Quel che 'l mondo d'invidia empie e di duolo,
Quel che Sol di virtute è ricco e adorno,
Quel che col suo splendore un nuovo giorno
Chiaro si mostra all'uno e all'altro polo:
Quel sete, Varchi, voi, quel voi che solo
Fate col valor vostro oltraggio e scorno
A' più lontan, non ch'a vicin d'intorno,
Ond'io v'ammiro, riverisco e colo.
E di voi canterei mentre ch'io vivo,
S'al gran soggetto il mio debile stile
Giugner potesse di lontano almeno;
O pur non fosse a voi noioso e schivo,
Questo mio dire scemo e troppo umìle,
Che per voi renderasse altero e pieno.