L'ombrose valli e 'l dilettoso monte,
Varchi, e gl'aprichi colli, e 'l bel natìo
Verdeggiante terreno, e l'aure e 'l rio
Ch'esce del cristallin liquido fonte;
Di maraviglia m'ingombrâr la fronte,
Ma più quel dotto ragionare, ond'io
Così alto levai l'ingegno mio,
Ch'ancor mie voglie ne son vaghe e pronte.
Né potea ricercando Olimpo e Calpe
La nuova gente, il Nil, l'ultima Tile
Gioia trovar quanto alla Tana io vosco.
Avventuroso rio, pian, boschi, aure, alpe,
Ch'aveste, che di voi scrisse il gran Tosco,
Felice possessor Landi gentile.