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1503–1565

SONETTO.

Benedetto Varchi

Qual madre che perduto abbia il figliuolo, Sua dolce speme, si contrista e duole, E gl'alti dei crudeli e Luna e Sole Chiamando, al pianto dassi in preda solo:

Tal divenni io di te ch'onoro e colo, Rie novelle intendendo, ed in parole, Ed in atti mostrò più che non sole L'alma il suo interno ed angoscioso duolo.

Ma poi ch'a tua bontà l'invidia fera Cedendo, si conobbe il gran valore, Di che t'ornâr le tue benigne stelle, Per soverchia letizia è fatta altera,

E ne loda ad ognor con tutto il core Quel che fe' 'l cielo e l'altre cose belle.

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