Varchi, ch'or colla voce, or coll'inchiostro
Sì spesso avete e 'n così dotte carte
Mostro, che sete per natura ed arte
L'Arpinate e 'l Maron del secol nostro:
Volgete omai, che ben conviensi, il vostro
Faticar dolce a raunar le sparte
Vede lodi di quel che Giove e Marte
Di bontate e valor ne dier per mostro.
Poco onor fora a voi men degna impresa,
E grave error, se voi tacendo, ardisse
Del gran Cosmo cantar me dotto stile:
E come or d'intagliarlo ha sol lo stile
Del Cellin grido, allor senza contesa
Si udrà, che solo il Varchi alto ne scrisse.