Vibra pur la tua sferza, e mordi il freno,
Rabbiosa invidia: abita o speco, o bosco;
Pasciti di idre e mira bieco e losco,
E fa d'altrui tempesta a te sereno;
Che 'l mio buon Varchi è puro e saggio e pieno
D'ogni valore, e non pur mentre è nosco
Ma vivrà sempre, e seco il suo gran Tosco,
A cui sta Giove in fronte e Febo in seno.
Non vedi omai, ch'ei tra l'angoscie e i danni
S'avanza d'umiltade? e d'onor quasi
S'impingua a gode, e tu sei magra e trista?
Coi mostri tuoi contra te stessa affanni
Un nuovo Alcide, ché per varii casi
Sofferendo e vincendo il ciel s'acquista.