Io per me ne vo innanzi, e lascio indietro
Nell'Italico sen tutto il mio bene,
Meco portando sol fra doglia e pene
D'adamante timor, sperar di vetro:
Né dal mio fato in questo esilio impetro
Alcun breve conforto, e non mi viene
Di lei novella che mi tenne e tiene
Sotto mille catene in carcer tetro:
Pensate or voi qual sia la vita mia,
Varchi, e vi prego che pietà talora,
Quando ve ne sovvien, di me vi prenda:
E la donna che 'l fa crudele e pia,
Per vostra lingua o vostra penna intenda,
Come è cagion che lagrimando io mora.