Fu sì cieca la notte in che lasciaro
Gl'accesi raggi delle luci amate
Questa alma, quando al mio partir pietate
Le fe' tremanti, e poi si dileguaro;
Che riportarmi il dì lume men chiaro
Non potea mai di quel che voi mi date,
Varchi dolce e gentil, ch'oggi lustrate,
Di chi nel mondo più risplende a paro:
E se come le mie tenebre in parte
Fate chiare, poteste ancor quel laccio
Render men duro, ond'io mi scuoto indarno,
Lasciando i miei pensier tutti in disparte
Per voi armato il cor d'eterno ghiaccio,
L'umil Sebeto cangierei con Arno.