Non però tanto di saver m'arrogo
Io, che non pari a voi deggio tenerme,
Che di portarvi ne' miei versi afferme
Da questo basso a quel sublime luogo;
Ma bene in parte un bel desir disfogo,
Qualora avvien ch'io di lodarvi ferme,
Varchi, d'Apollo e di Minerva germe,
Se bene a' merti vostri alti derogo.
Io no, ma quel che sotto abete o salce
In poggio o 'n piaggia, il cor v'incese foco
E 'ncende ancora ancora in sì soavi croci,
Sol far vi può gl'estremi danni atroci
Schernir di lei, che tutti a poco a poco
Convien ch'avara al fin svella ed affalce.