Come la gloria delle nobili opre
Via più gradite assai che gemma ed oro
Del buon vostro Toscano, in cui si scuopre
Ognora più d'Apollo il bel tesoro,
Al gran sasso sottrae, che morto il cuopre
E vivo il rende all'amoroso coro
Senza che lingua altrui, o mia s'adopre
In lodar lui, che pur col cuore onoro:
Così mentre vaghezza che si piace
Addurrà amanti men forti che cera
Di due begli occhi all'infiammata fàce;
E quando Zefir mena primavera,
E quando orrido verno Aquilon face
Per sé Gandolfo nostro fia qual era.