Quel foco, che sì dolce arse il cor mio,
Ispense morte cinque lustri or hanno,
E 'l vostro un lauro accese, come sanno
Del superbo Asinaro e 'l colle e 'l rio;
In me morì la speme; in voi il disìo
Nacque dall'alte frondi che vi stanno
In mezzo il core, e tosto v'orneranno,
Sì spero, il dotto crin, non pur disìo.
Varchi, a voi si convien con lato stile
Farne memoria eterna, che 'l mio basso
Non può far degna de' suoi merti storia.
Poscia, qualunque sia, tutto al bel sasso
Sacrai, che chiude quella, onde si gloria
Il mondo, ch'era e non è più gentile.