Varchi gentil, delle cui lodi al segno,
Chi presume oggi d'arrivar troppo erra,
Che del vostro Chi il ciel chiude e disserra
Non mandò mai quaggiù più alto ingegno;
Con voi di nuovo a lamentarmi vegno
Non già di lui, che muove intorno ed erra
Quinto nel ciel, ma sol di chi m'atterra
Possente amor, se ben per mio sostegno
Donna bella mi dà; di cui mi fanno
I caldi raggi degl'occhi lucenti
Queste tempie fiorire, anzi m'attempi;
Onde esser veggio là, dove io contempi
Le voci, che spargendo ognor si vanno,
Favola fatto a tutte quante genti.