Varchi, fra quanti Amor punge ed infiamma
E quanti son di donna oltraggi ed onte
Non è strazio o miracol che si conte,
Che le mie piaghe agguagli e la mia fiamma.
Già son cenere tutto e non è dramma
Omai di me, che meco si raffronte:
E pur vivo e pur ardo e fuggo al monte,
Ancor che presa e lacerata damma.
E truovo nel mio scampo un altro assai
Più duro scempio, e torno a quel di pria,
Ove a mia voglia il cor si strugge e pere.
Così finisco e ricomincio i guai,
E morendo io, vive la morte mia:
Ahi di chi n'è cagione empio volere!