Sì come di leggier non si dilegua
Gravosa febbre, ond'uom si stempra e strugge,
Così non mai costante amor sen fugge
Per lieve sdegno che lo cacci, e segua.
Dopo cotal di pochi giorni tregua,
Temete guerra pur, che quella adugge,
Ch'or si cerca da voi, da altri si fugge
Pace, cui ben maggior qui non adegua.
L'arbor, che vide già cangiar Tessaglia
Solo non turbò mai folgore o vento,
Ma non sempre ogni merto il pregio agguaglia;
Però non fu giammai quel foco spento,
Né questo mancherà che sì v'abbaglia,
D'ardervi tutto e farvi alfin contento.