Varchi mio, 'l grave mal, dal cui non sono
Libero bene ancor, sallo Urbin tutto,
Ch'io non poteva, a tal m'avea condutto,
Mandar fuor le parole e a pena il suono:
Parmi ito via, mentre con voi ragioni,
Né il mal passato mi dorrebbe in tutto,
S'appo voi solo ei che m'avea distrutto,
M'impetrasse pietade o almen perdono.
La debile mai man, lo spirto afflitto
Rispondervi più volte volle e 'ndarno
Onde schermita fu l'ingorda voglia.
Scusinmi dunque tutti ch'è ben dritto,
E Fiesole e Mugnon, Firenze ed Arno,
Ch'io tremo ancor come in albero foglia.