Né marmi, né metalli, né colori,
Di che meglio intagliò, sculse e dipinse,
Colui che l'Orïente corse e vinse
D'anni leggiero ancor carco d'onori
Io non invidio: poi che fra i tesori
Della vostra memoria me ristrinse
Quella bontà, quella virtù che cinse
A voi le tempie di perpetui allori.
Ben ch'io mi servi in sì prezioso loco
Come in un fine elettro animal vile,
Qual mirando la gente pregi e lodi:
Ma a tanto merto che può Gallo roco,
Se non destar ciascun cigno gentile
Del Metauro a cantar le vostre lodi?