Varchi, a Fiorenza ceda e Smirna e Manto,
Poi ch'ella ha voi tra' primi cigni suoi,
Che 'l ver ponete in celebrando noi
Vinto d'amore, e cortesia da canto:
Io sol mi pregio al mondo e sol mi vanto
Non già de' ben, che tu Fortuna, toi,
E doni a chi talor men giusta vuoi,
Ma del soave vostro altero canto.
A questo intente le belve aspre e dure
Vengono, e dei selvaggi alberghi fuora
Corrono e fauni e ninfe a mano a mano,
Simile usare Orfeo doveva ancora,
Quando per la sua donna, e non invano,
Scese alle case dell'inferno oscure.