Se l'onorata pianta, onde superba
Sen va la gloria vostra e di coloro
Che per doppio valor n'han quel tesoro,
Ch'a voi solo o pochi altri oggi si serba,
Ambedue n'accogliesse; e meno acerba
Fosse fortunata al bel vostro lavoro,
N'andrei, mercè di voi, non merto loro,
Cinto le tempie almen di fiori o d'erba.
Or né questo spero io, poi che disdetto
M'è sì dolce soggiorno, e che da noi
Destino invidïoso ognor vi sgombra
O forse il sol, che con geloso aspetto
Lunghe ne tien dai santi rami suoi,
Per frodar voi del pregio e me dell'ombra.