Varchi gentil, per cui lieto e contento
Fuggo dal volgo vil, né far contesa,
Mi può l'usanza ria, ch'a tal difesa,
Sendomi duce voi, nulla pavento:
Tanto m'infiamma il dir vostro, ch'io sento
Tutta d'alti desir l'anima accesa;
Né sarà mai, che da viltate offesa,
S'arreste, o tema invidïoso vento.
Non v'affanni per me, temenza e duolo,
Perché lussato unquanco non che vinto,
Non fui d'uscir di questa oscura valle;
E dietro a quel Signor che mai non falle,
D'ogni pensiero e bassa cura scinto
Alzarmi per gran varchi all'alto polo.