Soffrite, alto Martel, sì ingiuste offese;
Prendete in grado tal vergogna e duolo;
Ch'altro fe' raro Ulisse, anzi pur solo,
Che 'l gir cercando ognor nuovo paese?
Le lingue tanto a gl'altrui danni intese
Seguon l'antico e più spedito volo,
E questo anco soffrir si dee, che solo
Contra chi men dovrian, più sono accese.
Viviam pure e speriam, ché forse ancora
Vedremo a quel valor ritesi gl'archi,
Quando era in pregio e 'l più saggio e 'l migliore.
Ben prego il vostro cor, che quale è ora,
Tal sia ver me, ma uom più degno onore,
Perché di tanto ogni dover non varchi.