Lenzi, voi dite il ver, se tali e tante
Fattezze e così pronte sono in quella
Aurora del ciel: s'ella è sì bella,
Felice è ben Titon più d'altro amante.
Certo a me par, com'io le son davante,
Sentir l'aura spirar, veder la stella,
Che va innanzi alla stagion novella,
Aprir le rose, ed ogni augel che cante.
Né la notte però punto è men scura
Per tale aurora, e l'äurora punto
Non perde di splendor presso a tal notte.
Divino ingegno e man più ch'altre dotte
Ha il ciel più che mai largo in un congiunto,
Perch'arte vaglia, quanto può natura.