A voi, saggio signor, che tanto siete
Caro alle Muse d'Arno, e tanto loro
Amante, e tanto che le gemme e l'oro,
Verso di quelle in nessun conto avete:
Quel ch'ei già, or con meste, or con non liete
Voci, or pianse, or cantò, non d'alto alloro
Cinto, ma d'edra umìle, e tra coloro
Ultimo, ch'han per segno il fuggir Lete:
Non già che 'l pensi di voi degno, o fama
Credavi dar, ma sol lo sferza e sprona
Di parer non ingrato, ardente brama,
Al suo fedele Alcon, che di par suona
Con Pane, e tanto lui gradisce ed ama,
Damon con tutto il cor consacra e dona.