Donna, quant'io più parlo, o scrivo, o canto
Vostra chiara beltade e 'l mio dolore,
Tanto più cresce il mio angoscioso pianto,
Et più s'indura il vostro ingrato core.
Dunque, mi converrà tacere alquanto,
Poi ch'al mio lamentar è sordo Amore;
Crescendo il vostro sdegno col mio affanno,
Ad che noiare altrui col proprio danno?