O de l'Aônio ciel vivo splendore,
Nudrita tra le nove, alme sorelle,
Anzi decima gloria, aggiunta a quelle
Per ingegno, bellezza et casto honore;
Narrando tu le lagrime e 'l liquore,
Che piovea da le mie fatali stelle,
Essendo più che mai serene et belle,
Ne l'alma m'aggiungesti un novo horrore.
Ché, come i ciechi et miseri mortali
Per minaccie del ciel vedon venire
Morte, arme, piaghe, affanni et varii mali;
Così col mio furor sepp'io predire,
Ma no' schiffar l'amare, impie, mortali
Repulse, sdegni, asprezze, orgogli et ire.