Quando, da presso, il bel guardo sereno
Prendo ardir de mirar, tremante, exangue,
Tra dolcezza et timor morendo langue
Le spirto, che nel foco ognihor vien meno.
Parlar vorrei di quanto il petto ho pieno,
Ma veggio Amor crudel, converso in angue,
Darmi tal morso al cor, che 'l caldo sangue
Fa transformare in frigido veneno.
Onde l'alma riman sì sbigottita,
Che non sa dar ragione in quel momento
Di doglia o di piacer, di morte o vita.
Tal ne le membra novitate io sento,
Che non m'avedo poi de la partita
Di cui mi lassa senza sentimento.