O Baia, di lacciuol venerei piena,
Monumento de l'alte, antique cose;
O fortunato lito, o piaggia amena,
O prati, adorni di purpuree rose;
O monti, o valli apriche, o selve ombrose,
Onde fluënti da sulfurea vena,
Dolci acque, chiare, tepide, amorose,
Non vi soven di mia continua pena?
Rimembrevi ch'or volge il septimo anno,
Che, seguend'io de la mia Luna il sole,
Con voi mi lamentava del mio danno.
Ricordanvi le voci, le parole,
Le lagrime, i sospiri e 'l vario affanno:
Di quel medesmo mal l'alma si duole.