Tu, Musephilo mio, giocondo amico,
Da che si mostra il sol, fin che s'asconde,
Al dolce murmurar de le sacre onde
Ti stai, ne l'Heliconio colle aprico.
Io, come soglio, hor lasso m'affatico
Con un vano desio, che mi confonde,
Di veder bianche quelle chiome bionde,
Vendetta et refrigerio al foco antico.
Tu ti pasci del tuo nobil ingegno,
Et l'amoroso ardor di me si pasce,
Et più ch'io sono homai men verde legno.
Incrudelito Amor ver me si irasce,
Et mi mostra il bel volto ognihor più degno,
Et in secco terren verde rinasce.