Di piangere et pregar già stanco et fioco,
Fuggir credendo Amor, giamai non cesso
D'andar correndo, et ritornare spesso
Da l'habitato al solitario loco.
Ma, lasso!, il mio fuggir mi giova poco,
Poi che fuggir non posso di me stesso.
Ovunque io vada, Amor mi veggio apresso,
Ch'accende il petto mio di magior foco.
Così non manca mai l'aspra ventura
D'ardermi dentro et fuor dal luogo, ov'io
Vivo in vita peggior che morte oscura.
Sì bella è la cagion de l'arder mio,
Sì molle io che la seguo, et lei sì dura,
Che speranza non vien d'un tal desio.