Alto pensier, che 'n gentil cor s'annida,
È del proprio valor tanto contento,
Che nullo affanno mai gli dà spavento,
Et è più saldo, quando Amor lo sfida.
Quanto la Luna mia più si confida
Con gli sdegni abbassar l'alto ardimento,
Mi trova saldo, come a l'aspro vento,
Atho, Apennin, Vesevo, Olympo et Ida.
Luce celestïal d'eterno honore,
Come può il vostro petto esser capace,
(Divino essendo lui,) d'humano errore?
Ch'io cheggio da vostr'occhi honesta pace,
Et sol priego, che 'l mio pudico ardore
Non vi dispiacia al men, si non vi piace.