Quando col mio periglio ardire io prendo,
Donna, di presentarmi al vostro sguardo,
Un veneno m'assalta lento et tardo,
Che non morir, ma fa languire ardendo.
Nel vostro volto io veggio et chiaro intendo
Di qual man son ferito et di qual dardo;
Ché, se mirando voi m'agghiaccio et ardo,
Di sdegno io tremo et di beltà m'accendo.
Onde gli occhi e 'l colore et l'alma, errando,
In certo luogo allhor non san firmarse;
Et mostran ch'io languisco ardendo, amando.
Non cessa in questo il cor di glorïarse
Ch'arde per voi, et dice sospirando:
- Che 'n sì bel foco mai Troia non arse! -