Skip to content
1450–1514

Sonetto 5

Benedetto Gareth

Benché la turba errante hor non estime Il molle ingegno mio, non me n'adiro; Né dal mio canto in dietro io mi retiro, Le pene rimembrando ultime et prime.

Ove 'l pensier mi leva alto et sublime Insino al primo ciel volando io giro; Di là si muove il suon del mio sospiro Con queste dolci et amorose rime.

Et son secur, che quanto io canto e scrivo Di quel mio chiaro et lucido pianeta Vivrà, quand'io sarò di vita privo. So che poi dal mio fin sarà quieta

L'invidia, che si pasce hor in me vivo; Et havrà Barcellona il suo poeta.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Sonetto 5 · Benedetto Gareth · Poetry Cove