L'alto pensier, che fuor d'humana sorte
Suol transportar l'audace mio desio,
Menò volando al ciel lo spirto mio,
Lasciando le mie membra in terra morte.
Il viso mio mortal non fu sì forte
Che sostenesse il sol del primo idio;
Ma più figure angeliche vid'io,
Et quei che divi son dopo la morte.
Dove, bench'io mirassi ad una ad una
Tutte l'humane et le divine cose,
Pur sempre m'era inanzi la mia Luna.
Tra tante forme chiare et luminose,
Simile a lei io non ne vidi alcuna,
Che tutte eran men belle et più pietose!