Una volta cantai soavemente,
Et cantando ad Amore il core apersi,
Hor son noiosi et aspri li miei versi,
Hor grido lagrimando amaramente.
Né pianger posso tanto occoltamente,
Che di tanti martìri et sì diversi
Non venga meco ogniuno a condolersi,
Si non sola costei, che m'è presente.
Costei che nel mio core io sempre veggio,
Ove sì altera et disdegnosa siede,
Come dea in terreno et humil seggio.
Ivi tocca con mano la mia fede,
Conosce che lei amando altra non cheggio,
Et nuda di pietà morir mi vede.