Né forza, né ragion può consolarmi,
Philippo, de la ria, maligna sorte,
Che dar ti volse inopinata morte,
D'ogni presidio mio sol per privarmi.
Roma, che ti furò, nei bianchi marmi
Non chiuse mai mortal corpo, consorte
D'animo più gentil, più saggio et forte,
Né più fulgente in eloquentia e 'n armi.
Pianga Barcìno, antiqua patria mia,
Con sua militia e i Consoli honorati,
Che più non goderan tal compagnia.
Io, benché so che gli angeli beati
Nel ciel t'han messo, donde uscisti pria,
Pur piango a nostre voglie adversi i fati.