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1450–1514

Sonetto 212

Benedetto Gareth

Se tu non fussi in vani ardori acceso, Tra i bei myrti di Venere nudrito, Mai non ti infiammarebbe altro appetito, Che di salir nel ciel col petto illeso.

Baltasar mio, tu sei subietto et preso, Nei lacciuoli d'Amor sempre irretito; Fa quanto vuoi, ch'al fin sarai pentito D'haver l'animo tuo cotanto offeso.

Acuto et alto ingegno et intelletto Ti diede il cielo, et nel parlar lo mostri; Non è 'l cognome tuo senza rispetto. Dispregia alquanto il dolce et van diletto,

Drizza la mente a questi studii nostri, Che soli ponno far l'huomo perfetto.

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Sonetto 212 · Benedetto Gareth · Poetry Cove