Augustin mio, non creder che soggetto
A morte in tutto io sia: quand'io fui nato
Presso il sonante roseo Rubricato,
Mi nutrio de le Muse il latteo petto.
Napol mi tenne poi nel bel ricetto
Sette lustri, invaghito, inamorato
Del suo dolcior divino: ivi pregiato
Fu 'l canto mio di Re d'alto intelletto.
Fulgon nei versi miei lor nomi, ond'io
Spero tal parte haver di lor fulgore,
Che sarà sempiterno il viver mio.
Et tu, di Guisi Hetruschi eterno honore,
Vivrai tra Regi, et non degno d'oblio,
Ché de vertù cogliesti il frutto e 'l fiore.