Physico, d'Avignone in cognomento,
Quel divino Hyppocràte, in cui vertute
Al vecchio si rendea la gioventute,
Non fe' di te magior experimento.
Tu mi porgesti un tal medicamento,
Al gusto dolce, et dolce a la salute,
Che le vertù, per doglia homai perdute,
Mi rendìo col remedio in un momento.
Deh!, che tu fussi stato allhor presente,
Quando partì di noi quel tuo Molletto;
Ch'anchora, al mio veder, tra noi vivria!
Ben ch'io creda c'hor gode eternamente,
Et mischia il canto suo, dolce et perfetto,
Con la celeste, angelica harmonia!