Ne l'eterno piacer, magior diletto
Non senti, o di Pescara almo Marchese,
Né de le tue vittorïose imprese
Sentesti mai d'honor più dolce affetto;
Che quando abbassi in noi l'alto intelletto,
E 'l lume, che dal tuo lume s'accese,
Vedi; ché la beltà non sol ne prese,
Ma l'animoso, saggio, integro petto.
Divo Alfonso, nel tuo caro Ferrando
Vedrai d'ogni vertute et vivo ingegno
L'imagin tua, sì come in chiaro specchio;
Dissimile in un sol, ch'al tempo, quando
Salirà nel celeste, eterno regno,
Di tutti Aveli Heroi serà più vecchio!