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1450–1514

Sonetto 178

Benedetto Gareth

Solea quella gentil Romulea gente Di querna fronde ornare il chiaro ciglio De cui suoi cittadin d'un gran periglio Servava, in premio di vertute ardente.

Ma tu, ch'un Re, de gli altri il più excellente, Ne i Brutii campi, in quel fero bisbiglio, Sustinendo il furor de l'impio giglio, Servasti, col viril braccio, possente;

Qual oro, o lauro havrai, quai summi honori, Marchese, che ragion non gli repùte Del gran merito tuo molto minori? Servasti un Re, di tutti una salute;

Onde le Muse i loro ampii thesori Ti dan di gloria, a l'immortal vertute.

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Sonetto 178 · Benedetto Gareth · Poetry Cove